Papa Francesco a Expo2015. «Globalizzare la solidarietà»

Papa Francesco a Expo2015: «Globalizzare la solidarietà»
Inaugurato il padiglione della Santa Sede
Al centro un tavolo interattivo per ricordarci che Dio ha imbandito il banchetto per tutti

Milano, 1°maggio 2015 – Questa mattina Papa Francesco ha voluto far arrivare la propria voce ai visitatori di Expo Milano 2015 con un messaggio in diretta durante l’“opening” dell’esposizione, reso possibile dalla collaborazione tra la Rai e il Centro televisivo vaticano.

Il Pontefice ha auspicato che Expo sia un’occasione per «globalizzare la solidarietà» e per non dimenticare «i volti di milioni di persone che oggi hanno fame, che oggi non mangeranno in modo degno di un essere umano». «Vorrei che ogni persona che passerà a visitare l’Expo di Milano, attraversando quei meravigliosi padiglioni, possa percepire la presenza di quei volti – ha proseguito -. Una presenza nascosta, ma che in ogni realtà deve essere la vera protagonista dell’evento: i volti degli uomini e delle donne che hanno fame, e che si ammalano, e persino muoiono, per un’alimentazione troppo carente e nociva».

Nel pomeriggio è stato inaugurato il Padiglione della Santa Sede. Promosso, realizzato e gestito in collaborazione con il Pontificio Consiglio della Cultura (espressione della Santa Sede), la Conferenza Episcopale Italiana e la Diocesi di Milano, con il contributo del Pontificio Consiglio Cor Unum. Sono intervenuti il presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e commissario generale della Santa Sede per Expo2015 cardinale Gianfranco Ravasi; il vice commissario del Padiglione della Santa Sede e membro del Pontificio Consiglio della Cultura monsignor Pasquale Iacobone; il vicario episcopale della Diocesi di Milano per la Cultura, la Carità e l’Azione sociale, monsignor Luca Bressan e il vice commissario del Padiglione della Santa Sede e vice direttore di Caritas Ambrosiana, Luciano Gualzetti.

Due sono le frasi che ispirano il padiglione della Santa Sede. «La prima, “dacci oggi il nostro pane quotidiano”, è espressa dal tavolo», ha ricordato il cardinale Ravasi, facendo riferimento all’installazione curata dallo studio Mammafotogramma al centro dello spazio espositivo: un tavolo interattivo su cui immagini prendono vita al passaggio dei visitatori. «Questa opera rappresenta il tavolo del mondo: da un lato sono seduti alcuni pochi che hanno una grande quantità di cibo, tanto da soffrirne e, dall’altra, una folla enorme che si deve accontentare delle briciole. Sta dunque a ricordare che Dio ha imbandito la tavola per tutti». «L’altra frase è “Non di solo pane” e sta a dire che l’uomo ha bisogno anche di un altro cibo, quello spirituale».
«Expo non è solo una vetrina tecnologica – ha dichiarato il Segretario generale della Conferenza episcopale italiana (Cei), mons. Nunzio Galantino – e neanche soltanto un’opportunità di investimenti economici. E’ un momento di confronto tra culture diverse e un’occasione per riproporre il tema di uno sviluppo sostenibile, cioè per tutti gli uomini e per ogni uomo».

Nella giornata inaugurale, l’Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, ha esortato a non banalizzare il tema dell’esposizione: «La fame può essere sconfitta. L’Expo sarà un successo se eliminerà il pregiudizio secondo cui la fame nel mondo è invincibile. Per affrontare il tema del diritto al cibo occorre che sia abbattuta la speculazione sui cibi, ma è necessario anche rispondere al bisogno spirituale della famiglia umana, perché ognuno di noi per condividere deve capire quale senso ha la vita».

La Santa Sede è presente in Expo 2015 ufficialmente come Paese espositore, con un proprio Padiglione intitolato “Non di solo pane” all’interno del quale si sviluppa un percorso espositivo basato su diversi linguaggi artistici, dai più tradizionali a quelli innovativi, suddiviso in quattro grandi capitoli: “un giardino da custodire”, “un cibo da condividere”, “un pasto che educa”, “un pane che rende presente Dio nel mondo”. Per conoscere i dettagli della presenza della Santa Sede in Expo, sono stati attivati dei canali specifici di comunicazione: un sito internet www.expoholysee.org, un profilo Twitter @expoholysee e la pagina Facebook Chiesa in Expo.

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